Archive for the 'un’incontenibile voglia di esprimersi' Category
seeking
periodicamente torno sul problema “cercare quel cartone animato”.
ho ritrovato persino un post che avevo scritto su it.arti.cartoni.animati:
https://groups.google.com/g/it.arti.cartoni.animati/c/GaK67p00rvw
(discretamente pazzesco)
nel frattempo peò, un’altra scena che mi ricordo, era di un tizio che si buttava da un grattacielo con in braccio una, e lui cadeva in piedi (come se avesse compiuto, appunto, un gesto eroicamente eroico).
ecco, quello penso di averlo ritrovato:
“conan il ragazzo del futuro”
vabe’, continuo a cercare.
continuo a cercare quell’altra scena perché.. in lei identifico una sorta di matrice, da cui (insieme alla visione del film The Wall) è derivata la mia malinconia
1 commentKoyaani-spratsi
beh, diciamo che manca molto poco alla chiusura (temporanea) di Via Vittoria Colonna…


sono aperte le scommesse. secondo me i lavori dureranno 2 mesi.
come si può ammirare, è una bella giornata
questa mattina la zia mi aveva chiesto se le prestavo il trasportino…
certamente. le ho detto che glielo mettevo giù nel portone intorno alle 15
…poi oggi sono stato a pranzo da mia mamma. e mi ha rivelato che in realtà .. il trasportino serviva a tutt’altro scopo (ossia: lo scopo NON era portare uno dei gatti dal veterinario).
sorvoliamo (tra 10 anni mi pentirò di non aver scritto la reale motivazione del trasportino, quando rileggerò questo blog)
marzia mi aveva suggerito di togliere il cuscinetto e di metterci una delle traversine, che stanno nel mobile sotto il giradischi
bene, le trovo, le prendo e…

gesù santo, DIETRO ci trovo le 5 o 6 cassette che cercavo DA SETTIMANE, con una certa ansia di averle perdute.
meno male.
questa cosa si accompagna bene con il brano che stavo ascoltando
ho svuotato tutta la roba che stava nella lavastoviglie.
tutto ok. però.. sento un certo odore di uovo
l’uovo, secondo certe religioni, è il simbolo dell’anima:

(frammento dal film “Angel Heart, ascensore per l’inferno” -< grandissimo film)
detto questo, non si può andare avanti così.
vorrei fare un altro regalo (al me stesso che leggerà questo blog tra 10 anni)
non so come ci sono capitato. sicuramente sarà per via dell’algoritmo.
ma questa cosa ha catturato abbastanza subito la mia attenzione.
parla di cose che sono… vere, reali. anzi: realistiche.
cose che tu le senti e pensi: accidenti. sembra parli di me
ma la perla di tutto questo (per fare un sunto) è: se tu vivi NASCONDENDO cose, questa attività non è affatto “a costo zero”.
tu potresti pensare: non faccio un cazzo, non dico un cazzo, NON MI STO SPENDENDO.
invece no. significa che più o meno costantemente, tu stai impiegando energia mentale per mantenere una certa “coerenza” con la versione di te che ha accettato di NON divulgare/esprimere cose.
mi ha colpito anche la parte che diceva “…le persone/studenti che fanno così, generalmente hanno un punteggio più basso in.. blabla”.
sarà per questo che mi sento costanemente .. stupido?
No comments2026: first day
era da un po’ che non riascoltavo questo autentico miracolo:
Pound For A Brown Solos (1978) from YCDTOSA vol.4
chissà quanto sarebbe stato bello essere a quel concerto, con il pubblico invasato intorno *
credo che siano brani come questi che mi hanno insegnato, sin da piccolo, come riconoscere il fuoco dentro
No commentsUna giornata particolare (4)
ciao.
oggi sono uscito un’ora prima da lavoro (dopo aver richiesto un regolare (?) permesso)
volevo andare a sentire la presentazione del libro di Piermattei (“la solitudine dei nomi primi”)
io sapevo che era al Caffè letterario.. ed è stato un bene che io avessi questa convinzione, perché lì ho incontrato Matteo, che avevo conosciuto tipo 3 giorni prima, al Teatro Sant’Andrea.. un ragazzo che in realtà ho visto per secoli in giro (soprattutto ai tempi della scuola), anzi a dirla tutta mi sembrava un brutto ceffo.
e invece, turned out che gli piace molto l’arte, va in giro per Musei etc..
e insomma, questo Matteo mi ha svelato che in realtà la presentazione del libro era al Circolo Aternino.
mi ha persino accompagnato, e si è seduto vicino a me.
devo dire che.. la moderatrice (Benedetta) è stata veramente super.
simpatica, genuina, NON invadente, mi ha fatto una bellissima impressione.

subito dopo questo momento culturale, avevo in programma un’altra attività : aperitivo con alcuni amici nerd/informatici (anche di altre aziende)
e così, ci siamo trovati tutti allo Scumm. io volevo andare al Mixer, ché lì si magna meglio (mentre allo Scumm non ti danno nulla, di default)
questi si erano messi DENTRO, tavolino unico ed erano già in SEI attorno (comprese 2 ragazze)
vabè, siamo stati dentro, ho preso una birra sotto consiglio della barista, non saprei dire il nome (della Birra), ma ricordo che c’era scritto “EDIT” sopra.
ho avuto l’impressione che tutti fossero, tutto sommato, contenti del proprio lavoro, che godessero di una certa “libertà ” di gestione delle proprie attività .
una delle tipe (gattara) si è fatta uscire l’espressione “gatekeeping” – ho dovuto necessariamente chiedere spiegazioni.
e la spiegazione mi ha un po’ sorpreso. dovrebbe essere una cosa del genere:
tizio posta un frame di un film, così, “de botto (senza senso)”
caio guarda il post e gli chiede “uh figo, che film è?” e tizio gli risponde (o non gli risponde, ma se lo tiene per sé) “noooo vabbè tu non hai SUPERATO L’ESAME, se non riconosci questo frame non appartieni alla mia stessa cultura/generazione/etc…”
sì, decisamente una cosa pesante.
poi sono tornato a casa e mentre vedevo i reel su IG ho visto qvesto:

e ho pensato “cazzo questo SI’ che è un esemplare di gatekeeping!” (e ho ovviamente riconosciuto la serie)
poi sono tornato a casa e… mi sono messo a fare un risotto ai funchi
devo dire che è uscito molto buono.
ho pensato che sarebbe stato bello lavorare in un’unica azienda, con quei ragazzi. chissà se si riuscirebbe a creare un clima non-di-merda.
credo che domani andrò a lavorare più felice. nonostante tutto
No commentsSunday
forse l’ultima volta che ho ascoltato “In the flesh?” è stata… alcuni decenni fa.
mi è venuto in mente di riascoltare un po’ i Pink Floyd su Spotify.. e così.. tanti ricordi
di quando ad esempio, da piccolo (<10 anni) avevo telefonato a Radio Sole per farmi mettere “another brick in the wall” e loro, poverino (ma mango tanto) hanno messo “part 1”, mentre io (ovviamente?) volevo la famosa part. 2!
cmq.. il pensiero più evidente mi è andato.. alle case. ho immaginato la CASA di una persona che, nel 1979 o giù di là , si comprava l’album The Wall e se lo portava a casa. e lo sentiva.
ho pensato all’.. effetto, alla rivoluzione, alla bellezza e alla poesia di quei suoni che uscivano dall’impianto e andavano addosso a tutto ciò che era in quella casa.
lo si potrebbe dire di un disco di Ghali? me sa di no
in un certo senso sono fiero dell’imprinting che è stato dato alla mia giovinezza, perché The Wall (anche il film) era una delle cose più tristi a cui si poteva assistere. e io mi ci annegavo 🙂
Daddy’s flown across the ocean
Leaving just a memory
Snapshot in the family album
Daddy what else did you leave for me?
Daddy, what’d’ja leave behind for me?!?
…chi poteva mai capire il senso di queste parole?
La domenica è tipicamente un giorno di merda. L’ho sempre più o meno odiata.
La cosa bella della domenica (quando è bel tempo) è la passeggiata col sole post pranzo, il giro in bici sulla riviera
ma per il resto la domenica è una sorta di pausa: bisogna solo aspettare che passi
io dico: almeno (almeno), cerchiamo di non tradire troppo noi stessi.
No commentsQuesta è vita
Greenwich Mean – Krantz Carlock Lefebvre
ieri sera avevo solo sentito .. ma non visto
e c’era qualcosa di familiare.. mo’ ho realizzato che c’è Wayne Krantz alla chitarra *
mi salvo questo video sul Desktop prima che lo tolgano da Youtube (non si sa mai)
No commentsIl telo di Filippo
oggi sono incredibilmente felice.
no, non nel senso che sono veramente molto felice. ma è raro che lo sia
ieri sera abbiamo suonato a Ombretta, con Piermattei
vediamo gli ingredienti che mi hanno portato ad essere molto felice
- andrea mi aveva scritto (forse tipo a Giugno), proponendomi di suonare al concerto di inaugurazione del suo nuovo disco
- io devo dire che ho detto subito SI’. l’unica perplessità era “suonare tutti i pezzi” o “solo 5 o 6”. alla fine li ho suonati tutti
- all’inizio ho avuto la classica sensazione “e mo’ che cazzo ci suono qua sopra”. ma poi non si è rilevata un obstacle
- le prove le abbiamo fatte a casa di Mauro, in via Firenze
- sono state le prove più easy della mia vita. non sono mai durate più di 1 ora e mezza, siamo stati a casa, mauro ha sempre fatto trovare acqua, succhi di frutta e, cosa più importante, UVA. LA CAZZO DI UVA
- i volumi non sono mai stati assordanti
- l’unica perplessità era: ma non sarebbe opportuno avere un batterista/percussionista? questa cosa alla fine è stata ACCOLTA e ha suonato con noi Marco Sburzo. una persona buona, con una grande aura positiva *
- il posto in cui abbiamo suonato era veramente molto carino. e pieno di belle signorine 😀 non ci ero mai stato
- …era venuto in spiaggia anche Filippo, che si era fatto un bagno e aveva annunciato che probabilmente si sarebbe dimenticato l’asciugamano lì in spiaggia a fine serata
- il suondcheck è stato.. anche qui uno dei più godibili della mia vita. Molecola è stato bravissimo. ah, c’era anche Fernando *
- Marzia mi ha raggiunto verso le 19, si è sorbita l’intervista di Andrea a Radiostart, e poi abbiamo cenato TUTTI insieme (tipo in 20: walter nanni, giulia+giorgia+loreto, andrea+francesca+amica, mauro, io+paperotta, molecola, various)
- Abbiamo suonato bene *
- sono venuti tanti amici
- sono riuscito a far incontrare due persone che “si cercavano” (per motivi non proprio simmetrici)
- ero preoccupato per Janet *** perché era venuta in macchina ed aveva bevuto un po’.. ma stamattina mi ha risposto al messaggio, tutto ok * non le hanno ritirato la patente

Sentirsi vivi
Dweezil Zappa plays Camarillo Brillo da qualche parte nel 2012
…il problema è: uno può sentirsi vivo SEMPRE? sarebbe realistico?
“se volete fare un omaggio a Zappa, suonate la sua musica, se siete musicisti. se non siete musicisti, suonatela lo stesso. questo, lo renderà felice” (Gail Zappa)
IMMAGINE DEL CUORE, MOLTO GRANDE
No commentsConcerto in mezzo alla strada: EDIT
il mondo non è stato sempre una merda *
questa versione è ancora meglio 🙂
buone feste!
ho un tremendo bisogno di vivere e riascoltare una cosa così dissacrante *
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